Villa V

TIPO: Nuovo edificio residenziale
INCARICO: Progettazione e direzione lavori
DATA: 2017
LUOGO: Capoterra – Poggio dei Pini
SUPERFICIE: 2000 mq

L’edificio in progetto rappresenta la classica villa come le altre presenti nella zona, realizzata con due piani fuori terra di cui uno seminterrato ricavato dallo sbancamento e terrazzamento del livello del terreno. Dopo un rilievo plano altimetrico e tenendo conto della posizione del lotto e delle caratteristiche peculiari che esso presenta, (posizione panoramica, ed acclività) si è pensato di assecondare le curve di livello seguendo la conformazione di una di esse e realizzando il volume dell’edificio con una forma derivata da un settore di circonferenza. La geometria scelta, fa si che l’immobile possa inserirsi armonicamente nel declivio collinare e tecnicamente risolve la condizione di proporzione tra sbancamento e rilevato, che ne limita l’eccessivo movimento delle terre di scavo.

Inoltre la conformazione individuata è scaturita dalle considerazioni di esposizione e di visione del magnifico panorama che dalla sala soggiorno e dai loggiati si può godere. L’immobile si presenterà quindi incastonato sulla collina, limitando gli scavi ed i rinterri e sarà circondato sul lato nord dalla medesima flora che attualmente è presente, impreziosita laddove occorra di qualche albero di carrubo o leccio, cosi come nel lato ovest. La parte est del lotto, ossia quella centrale e fronte stante l’immobile, sarà sistemata con alcune piattaforme gradonate ricavate dal riporto delle terre scavate, dove prenderà posizione una piscina a forma di fagiolo, ed alcune terrazze in muratura a secco che fungeranno da aiuola per la piantumazione delle stesse essenze locali presenti nel lotto che verranno ripiantumate, quali cisto, lentischio, e corbezzolo.

La composizione architettonica del fabbricato nasce dalle considerazioni precedentemente descritte, ma nascono da alcuni impulsi progettuali che trovano origine dalla tradizione compositiva locale, richiamando la conformazione degli immobili limitrofi ma cercando di inserire elementi scaturiti dall’architettura sarda, in particolare il portale d’accesso, il rivestimento lapideo e la forma curva che crea un senso di chiusura sulla corte retrostante. La frattura delle analogie compositive trovano luogo sui prospetti frontali che da archetipo di protezione e chiusura verso l’interno, si apre verso l’esterno per godere del panorama e del territorio circostante.